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FP Sport: «Ci dissociamo dai fatti accaduti all'arbitro Perrone»

Messina, 22 gen. - Dopo quella di Francesco Mirendagiunge in redazione ancora una precisazione del caso legato alla macchina dell'arbitro rigata domenica scorsa. La nota giunge dall'ufficio stampa dell'FP Sport e la pubblichiamo integralmente, insieme alle foto del pulmino danneggiato. La nota arriva il giorno in cui il giudice sportivo ha comminato complessivamente 690 € di multe alla società peloritana (per offese, comportamenti atti a turbare lo svolgimento della gara, lancio di fumogeni, atti di vandalismo con obbligo di risarcimento dei danni subiti dall'arbitro). (rq).

 

20140121 085804Spett.le Redazione di RealBasket,

con la presente intendiamo chiarire ulteriormente i fatti, riguardo all'editoriale da Voi pubblicato nei giorni scorsi, relativamente ai danni causati all'auto dell'arbitro Perrone, all'esterno della palestra di Ritiro, domenica scorsa. Riteniamo che siano doverose da parte nostra alcune considerazioni in proposito, al fine di fugare ogni possibile dubbio su qualsivoglia ipotetico legame tra la nostra società sportiva e l'atto vandalico di cui sopra.

Purtroppo, l'impianto comunale di Ritiro sorge in una zona parecchio degradata della nostra città, una zona disagiata e priva di pubblica illuminazione, e la FP Sport ormai da 8 anni, ininterrottamente, è impegnata a fare attività sportiva in quel difficile contesto sociale. Svolgiamo, infatti, costantemente un lavoro quotidiano, mirato al recupero dei giovani che vivono nella zona, partecipando a tutti i campionati giovanili ed al campionato di Promozione, non senza grandi sacrifici anche economici. A causa del dissesto finanziario del Comune di Messina, infatti, provvediamo in prima persona alla manutenzione ordinaria dell'impianto sportivo ed al pagamento della relativa utenza elettrica.

Nonostante ciò, proprio per i motivi sopra esposti, non possiamo oggettivamente essere considerati responsabili di quanto accade all'esterno della palestra tanto che persino gli stessi veicoli dei nostri dirigenti, dei tecnici e degli atleti, più volte sono stati oggetto di atti vandalici, come le foto allegate alla presente dimostrano in modo inequivocabile. Inoltre è noto e risaputo che proprio all'esterno della palestra, circa un mese fa, dall'autovettura del nostro centro Marco Sabarese è stato rubato il borsone contenente, tra l'altro, delle particolari e costose lenti a contatto, fabbricate appositamente per lui, senza le quali egli non può essere schierato in campo (da allora è ancora in attesa di ricevere quelle sostitutive).

20140121 085833Tornando a quanto accaduto domenica scorsa, ci preme fare alcune precisazioni di carattere generale. Nell'arco di un'intera stagione sportiva, considerando tutti i campionati a cui partecipiamo, disputiamo innumerevoli gare che si vincono e si perdono. Abbiamo sempre accettato sportivamente il verdetto del campo, anche quando non abbiamo condiviso determinate scelte arbitrali. Ogni discussione ed ogni polemica è sempre rimasta all'interno del rettangolo di gioco. L'arbitro Perrone ha più volte quest'anno arbitrato le nostre partite di C Regionale e non sempre abbiamo condiviso le sue decisioni arbitrali, in special modo fuori casa contro il Cocuzza ed in casa contro Cefalù. Addirittura la domenica successiva alla gara fuori casa contro il Cocuzza, che ci è costata anche sanzioni disciplinari, è stato nuovamente designato per arbitrare la nostra gara a Ritiro (derby contro l'Amatori) e nulla di anomalo è accaduto all'esterno dell'impianto di gioco.

Identica cosa il giorno della partita interna persa contro Cefalù, tantissime contestazioni durante la gara ma nessun fatto anomalo nel dopo-partita all'esterno della palestra. Il fatto che l'atto vandalico si sia realizzato proprio domenica scorsa, dopo una nostra vittoria e dopo la migliore delle prestazioni arbitrali del sig. Perrone nelle partite da noi sin qui disputate sotto la sua direzione di gara, dimostra chiaramente che non vi è alcun nesso di causalità tra l'evento sportivo e l'atto vandalico.

Domenica scorsa i due arbitri, dopo la gara, hanno tranquillamente raggiunto il loro autoveicolo e nulla di anomalo è stato da loro segnalato (probabilmente per la totale mancanza di illuminazione pubblica) al nostro dirigente addetto agli arbitri che li ha sin lì accompagnati. Nessuna contestazione è stata loro mossa a fine partita da parte del pubblico presente. Tutto si è svolto nella più assoluta normalità.

Per tutti i motivi che abbiamo sopra esposto, ci dissociamo fermamente dai fatti accaduti ed intendiamo esprimere la nostra piena solidarietà all'arbitro Perrone. Tuttavia, ci sembra oltremodo penalizzante per la nostra società essere accostati nel Vostro editoriale, anche se non volutamente, a tali incresciosi episodi di puro vandalismo opera di teppisti e, pertanto, chiediamo a codesta spett.le Redazione che venga pubblicata una nota di rettifica e di chiarimento in proposito.

 

Certi di un cortese e sollecito riscontro, porgiamo distinti saluti
A.s.d. FP Sport Messina

La questione «ambientale» della Palestra di Ritiro

Catania, 20 gen. - Il post di ieri sui danni subiti dall'auto dell'arbitro Alvin Perrone, riscontrati dopo la partita tra FP Sport e Licata, ha suscitato la reazione di Francesco Mirenda, già dirigente del CUS Messina e in prima linea, da anni, per far crescere la pallacanestro messinese. Pubblico interamente quanto mi ha scritto, prendendo atto della situazione "ambientale" attorno alla palestra di Ritiro che sconoscevo. Sottolineo comunque che quanto pubblicato è per denunciare un fatto vergognoso contro un arbitro e non per denigrare qualcuno. (rq)

canestro rbs ppp 001Carissimo Roberto,

ho letto con attenzione il tuo articolo di ieri su RealBasket e ti devo confessare che sono rimasto abbastanza amareggiato sui contenuti. Premetto che mi dispiace non poco per la brutta sorpresa di cui è stato vittima l'arbitro Perrone: la città di Messina ed i messinesi non hanno certamente fatto una bella figura. Già solo questo basta ed avanza per giustificare l'amarezza che provo.

Però, onestamente, credo che sia fuori luogo associare in maniera diretta il fatto teppistico in sé e per sé alla partita di ieri senza prima documentarsi a dovere. Ho, infatti, ragione di credere che i due fatti non siano assolutamente correlati e te ne spiego i motivi. La palestra di Ritiro, come sicuramente saprai, sorge in una zona molto degradata della città. Per farti capire quale sia l'ambiente ed il contesto in cui si è concretizzato l'atto teppistico, ti dico solo che l'auto di mio figlio a più riprese è già stata danneggiata (rigata) su entrambi i lati e sul cofano anteriore. L'auto di Sabarese è stata forzata, il suo borsone rubato e lui da diverse settimane non può essere schierato perché aspetta che gli vengano recapitate da una fabbrica del nord le nuove lentine a contatto speciali, di cui necessita assolutamente, e senza le quali non può giocare. Altri ragazzi hanno trovato "segni" tangibili su motorini e veicoli vari. Questi sono episodi verificatisi più volte dall'inizio del campionato ed hanno riguardato a turno un po' tutti i giocatori, oltre gli atleti che praticano la scherma nel medesimo impianto sportivo.

Se ci fosse stato l'intento premeditato del pubblico nei riguardi dell'arbitro Perrone, ti posso garantire che l'eventuale "fattaccio" si sarebbe realizzato subito dopo la gara contro Cefalù, quando gli animi sugli spalti erano davvero surriscaldati... Io ho assistito a quella partita e ti posso garantire che ho visto in 40 minuti gli errori arbitrali che si vedono solitamente in un intero campionato! Ma il pubblico della pallacanestro messinese si è sempre comportato correttamente e le "scaramucce" nascono e muoiono dentro il campo di gioco. Non si è mai scesi a questi infimi livelli: i vandali che hanno preso di mira i veicoli non sono persone che assistono agli eventi sportivi, ma gentaglia che nulla ha a che vedere con lo sport.

Spero di averti chiarito in maniera adeguata il contesto in cui tutto si è verificato e ti sarò grato se vorrai fare una breve nota di chiarimento che possa spiegare la realtà dei fatti.

Con sincera stima,
Francesco Mirenda

LL